Friday, November 17, 2017

FICSS

Nel 2004 nasceva il CSEN settore CINOFILIA con la nomina, da parte della Presidenza Nazionale, del responsabile nazionale Luisella Vitali la quale ha provveduto alla costruzione nel corso degli anni di una struttura organizzata.
Il CTN con il proprio ufficio Legale, Studio Avv. Andrea Buondonno, in collaborazione con il Prof. Roberto Marchesini e l’APDT Italia ha lavorato nella stesura della disciplinare e del codice deontologico dell’educatore ed istruttore cinofilo.
L’obbiettivo del CSEN settore CINOFILIA è quello di promuovere e diffondere il corretto rapporto con il proprio cane nel corso della vita quotidiana e nelle attività di relazione. E' stato così fino ad agosto 2011! Sono state date le dimissioni dalla Responsabile nazionale Luisella Vitali perchè non esistevano i presupposti per garantire la qualità ai propri associati, a quanti avevano creduto al progetto di trasformazione della cinofilia italiana. E' nata, quindi, da parte di tutto il movimento, la necessità di evolvere ulteriormente facendo un ulteriore passo in avanti costituendo la FICSS. Pur rimanendo legati a CSEN, che è un grosso bacino e non permetteva più al settore di rimanere qualitativamente selezionato, la FICSS avrà un suo percorso parallelo riconosciuto a tutti gli effetti ma autonomo con una propria tessera (riconosciuta da CSEN) - vedi allegato in fondo alla pagina, che ci contraddistinguerà.
Inoltre avremo un certificato di qualità che aiuterà gli utenti/binomi a individuare i centri cinofili di elite.

Le modalità di utilizzo della partnership con il cane sono assai diverse nelle attività zootecniche rispetto alle attività zooantropologiche, le prime improntate sulla costruzione di caratteristiche e di prodotti performativi, le seconde di qualità e processi relazionali.
Le attività di zooantropologia hanno come riferimento il documento “Carta Modena” - che ha visto il concorso della veterinaria ed è riconosciuto da vasti segmenti della cinofilia e del mondo animalista - e si basano sulla definizione di requisiti relazionali di ordine beneficiale e pro-sociale.
Le attività di zooantropologia mirano infatti a migliorare l'integrazione sociale del cane (compreso l'abbattimento dei comportamenti socialmente pericolosi) e far scaturire i contributi beneficiali che sortiscono dalla relazione. Per quanto concerne lo sviluppo delle qualità comportamentali nei cani (attività di training), parliamo di “addestratori” quando ci riferiamo al settore zootecnico e di “educatori-istruttori” quando ci riferiamo al settore zooantropologico.
Riteniamo pertanto sbagliato e controproducente non tener conto di queste differenze e inglobare il settore zooantropologico in quello zootecnico; questo è ciò che avverrebbe se l'unico referente riconosciuto a operare nel training fosse l'ENCI, ente che statutariamente si occupa di cinotecnia e che ha proposto un disciplinare perfetto sotto il profilo zootecnico ma assolutamente inadeguato sotto il profilo zooantropologico.
La coesistenza di due settori del training cinofilo nella loro diversità tesi a sviluppare due filiere differenti di partnership uomo-cane, le quali, peraltro, non è detto che non debbano trovare delle sinergie, ma sempre nel rispetto della specificità degli obiettivi e di applicazione che si propongono.

 

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